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Le 7 meraviglie della Russia.

Ah, la Russia! Tale è il mio desiderio di perdermi nell’immensità della terra di Putin.

Moscow

Il paese è pieno di luoghi incredibili, storia, cultura e mi piace immaginarlo come le sue famose matriosche: pieno di sorprese.

Un po’ di tempo fa mi sono imbattuta nella lista “le 7 meraviglie della Russia secondo i russi”, lista eletta tramite una ricerca alla radio e in tv, nel 2010. Non so se negli ultimi anni siano state fatte nuove classifiche, ma in un paese tanto vasto, pieno di cose da vedere, anche un ranking ormai datato può rivelarsi utile.  Segnatevi quindi questi posti.

  1. Lago Baikal.

Shaman Rock, Island of Olkhon, Lake Baikal, Russia

La pietra Shaman, nell’isola di Olkhon. (Foto: iStock/rutin55)

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Foto: iStock/rutin55

Il lago Baikal è uno dei punti più alti nel corso di un viaggio lungo il percorso ferroviario della Transiberiana, alla fermata Irkutsk. Più che una meraviglia russa, questa è una meraviglia della natura e considerato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il lago è il più profondo del pianeta, con 1,5 km di distanza tra la superficie e il punto più basso.


2. La valle dei geyser

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(foto: iStock/annshine)

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(Foto: iStock/highkey)

La penisola di Kamchatka meriterebbe un intero viaggio. L’attività vulcanica della regione è così forte che la Valle dei Geyser è la seconda più grande del mondo ed è anch’essa Patrimonio dell’Unesco.


3. Statua della Madre Patria.

Monument "Call of Motherland"

Povera Statua della Libertà. Scendendo dal suo piedistallo, infatti, la statua americana è molto più bassa rispetto a questa di ben 92 metri, costruita a Volgogrado per ricordare la battaglia di Stalingrado. All’epoca della sua costruzione, nel 1967, era la statua più grande del mondo.


4.  Peterhof

Grand cascade in Pertergof, Saint-Petersburg, panorama

(foto: iStock/VitalyEdush)

lower park of the Peterhof

Anche la serie di palazzi e giardini di Peterhof, a San Pietroburgo (un sogno!), sono Patrimonio dell’Umanità. Sono stati costruiti su ordine di Pietro, il Grande, e terminati nel 1725. Dicono che il palazzo sia la “Versailles russa”, ma personalmente nutro qualche dubbio sul confronto fra i due. Non so, appena visiterò anche questo potrò trarre le mie proprie conclusioni.


5 – Cattedrale di San Basilio.

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Foto: iStock/agustavop

St Basils cathedral on Red Square in Moscow.

Sarebbe impensabile escludere la Cattedrale di San Basilio da una qualsiasi lista. Questa meraviglia architettonica costruita nel 1500 è il più grande simbolo della Russia. Altro Patrimonio dell’Unesco.


6 – Manpupuner

Eccoci in uno di quei luoghi, a mio avviso, più straordinari della Russia.

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fonte Wikimedia

Una serie di 7 pietre le cui altezze variano tra i 30 e i 42 metri. Fino a qui probabilmente niente di straordinario. Ma la parte sorprendente è che si trovano isolate sulla cima di una montagna dove nei dintorni non compare nessun altra pietra somigliante, dando così vita a uno scenario davvero surreale. La montagna, inoltre, si trova nel bel mezzo di una foresta vergine, nella repubblica di Komi, quindi comporta una certa propensione alla camminata. E’ una meraviglia per pochi, ma merita di essere su questa lista.


 

7. Monte Elbrus.

Elbrus mountain is highest peak of Europe

Foto: iStock/malexeum

Esiste qualche dubbio (come sempre) sul fatto che Elbrus possa essere considerata la più grande montagna, rubando il posto a il Monte Bianco, in Francia. Questo, certamente, se vogliamo considerare la cordigliera del Caucaso come continente europeo – teoria nella quale non tutti concordano.

The Elbrus cap

In ogni caso, il monte Elbrus è il più alto della Russia. Arrivarci non è certo facile, ma non è necessario. Anche da lontano, con le sue cime innevate, è comunque bellissimo.

Vi è piaciuta la lista ? Allora: Пойдем!

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Il gelo sopra Berlino.

Ho un limite.
Odio il freddo.
I miei sensi si rifiutano di operare a temperature al di sotto dei 5°. Con gli amici scherzo che sarei dovuta nascere sull’Equatore.

Anche per questo cerco di limitare i viaggi in questo periodo dell’anno se non per delle vere e proprie gite di giornata, che si rivelano nella maggior parte dei casi vere e proprie sofferenze.E’ stato così per Berlino. Ci sono stata con una cara amica e sia io che lei (me le scelgo bene le amicizie) abbiamo patito le pene dell’inferno mentre il termometro segnava -11° sotto zero. Per quanto fossi vestita a cipolla e attrezzata a dovere non riuscivo a ragionare e godermi la città. Con il freddo divento insofferente, irascibile. Non mi piaccio.

A Berlino è stato così: una lamentela continua tra una tazza fumante di cioccolata calda in qualche caffè del Mitte e alla disperata ricerca di quel calore che solo l’arte sa offrire, all’Isola dei Musei.
Quest’anno ero tentata da un weekend nella capitale ungherese, ma ho desistito per lo stesso motivo. Il gelo. Il ghiaccio penetrante che ti entra nelle ossa, la neve e tutte quelle sfumature di grigio che rattristano un pò. Vedrò Budapest in primavera e sarò ben lieta di coccolarmi un po’ alle terme riscaldata dal sole.

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Risparmiare a Santorini si può.

Sono ancora piuttosto giovane e non potrei mai permettermi uno di quegli hotel super esclusivi a Santorini in Agosto. Anche perché non avrebbero niente a che vedere con la mia filosofia di viaggio: l’alloggio deve essere decoroso, semplice ed economico, in modo da poter investire parte della somma in altre attività durante la vacanza.

Con Santorini è stata dura. Prenotare il volo con Volotea è stato veloce e indolore, è vero, ma mi sono ritrovata nel bel mezzo di una vera e propria Odissea per trovare un hotel a un prezzo decente e in una posizione abbastanza centrale. Ho dovuto scartare da subito l’idea martellante che avevo di soggiornare a Oia. 1000 € a notte non me li posso di certo permettere. Thira (o Fira) un po’ più accessibile, ma neanche tanto. Poi il miraggio.
Situato a Mesariá, a cinque minuti dall’aeroporto e a due minuti da Fira, l’Hotel Kalma è, senza esagerare, un vero e proprio gioiello in una zona assolutamente tranquilla e ben fornita. Sono rimasta colpita dalla squisita cortesia e semplicità dei proprietari – l’hotel è a conduzione familiare – e mi sento in dovere di consigliarlo a chiunque sia intenzionato a fare un viaggio a Santorini. L’ambiente non è per niente lussuoso, ma semplicemente adorabile! Tutto in perfetto stile delle Cicladi.

Proprio fuori dall’hotel, in centro a Mesariá abbiamo noleggiato una macchina nuova fiammante ad un prezzo di 40 € al giorno e grazie a questa ci siamo spostati in lungo e in largo.
Ecco, un dubbio che avevo prima di partire era proprio il come fare a spostarsi sulll’isola. Santorini è piccola e ben rifornita di autobus, ma una macchina o una moto vi ci vogliono. Non intimoritevi e noleggiatela sul posto. Sarete più indipendenti e vi risparmierete una gran fatica!

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Torino è bianca e nera.

” Tu sei come me  Un altro giorno un’altra ora ed un momento Perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento Il Cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco Tu sei come me Un altro giorno un’altra ora ed un momento ” .

– Subsonica
Sciarpa e cappotto di lana, odore di sigarette appena spente e il ticchettio dei miei passi sotto i portici che danno a Piazza Carlo. Non ha il sapore dei Gianduiotti e non basterà nessuna cioccolata fumante a riscaldarmi. Torino è fredda: bianca come la neve che la ricopre a Dicembre e nera come la notte.
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E’ così che la vedo e mi piace pensarla. Maestosa con le facciate dei suoi palazzi barocchi, imponente come la Gran Madre di Dio e un po’ appartata e solitaria con il suo Valentino. Non ha l’energia di Milano, il fascino di Genova o le bellezze di Roma, ma c’è qualcosa che la rende incantevole ai miei occhi e sento sempre il bisogno di tornarci e riscoprirla poco a poco.
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Torino ha un’anima complessa. Torino città operaia. Torino città dellaFiat. Torino con la tradizione di città capitale. Torino città italiana, anzi romana, ma anche città alpina, che guarda alla Francia e all’Europa. Torino di Gobetti, di Einaudi, di Bobbio, di Gramsci e dell’«Ordine nuovo», Torino comunista e Torino liberale. Torino col suo carattere, la sua sobrietà, la sua serietà, che non si apre e non si dà tanto facilmente, ma che ti accetta quando si convince che impersoni i suoi stessi valori: l’impegno nel lavoro, una forte cultura civica, un senso del dovere che ti compete, per la parte che hai nella vita della città.
Arrigo Levi

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Quella volta che sono uscita in lacrime da una corrida.

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Di rado mi pento veramente di qualcosa e se lo faccio cerco almeno di trovarne il lato positivo o divertente. Lo stesso vale per quando sono in viaggio. Le sventure e le delusioni capitano, è la vita, e forse la parte che resta più impressa del soggiorno stesso.
Tuttavia quando ripenso alla Spagna non posso non ricordare quando siamo andate – altre due amiche ed io – a vedere una corrida a Barcellona. Tre giovani, viaggio low cost, ultima sera e voglia di immergersi e provare qualcosa di nuovo, qualcosa di tipico.
Ecco, se avete un briciolo di umanità e compassione per gli esseri viventi evitate di andare a questo genere di spettacoli. Io mi sono ritrovata a sperare che il toro infilzasse il torero ( e non è un bel pensiero ), prima di decidermi a uscire in lacrime. Ma la cosa più fastidiosa e crudele non è tanto il vedere tutto quel sangue e lo stremo a cui vengono portati i tori e i cavalli, ma il tifo agguerrito che arriva dalle platee, tutti questi uomini che tirano fuori i fazzoletti.  Non aspettatevi quindi una scena alla “Habla con Ella” degna di Almodovar. La corrida è uno spettacolo assolutamente crudele e che potete tranquillamente evitare. Se volete sentire la Spagna andatevene a uno show di flamenco. Senza spargimenti di sangue.
Alla fine di un viaggio

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