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Keukenhof: enjoy the spring!

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Keukenhof è uno di quei posti incantati che tutti dovrebbero vedere. Che siate amanti dei fiori (tulipani in primis) o meno, il parco sprigiona bellezza e incanto in ogni suo singolo ettaro verde! Uno dei pochi siti in cui la presenza costante del click delle macchinette fotografiche e la gente (urla dei bambini comprese) non mi abbiano dato fastidio e siano passate praticamente inosservate.

Visto che la Primavera è alle porte, se non l’avete ancora fatto, immergetevi completamente nella stagione.

Appunti di viaggio.

  • Lisse, la città che ospita il parco, è a circa 45 minuti da Amsterdam quindi si può tranquillamente visitare nel bel mezzo di un soggiorno nella capitale olandese o pernottando direttamente nella cittadina, magari noleggiando delle biciclette e facendo tutti i percorsi attorno alle fattorie e alle distese in fiore.

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  • Per sapere in anticipo il periodo di apertura del parco vi basterà consultare il sito ufficiale . Il parco apre otto settimane all’anno, in media i due mesi di Primavera . E’ consigliabile, per avere la certezza di una completa fioritura, di prenotare una visita in un periodo abbastanza centrale.

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  • I biglietti si possono acquistare nel sito ufficiale su alcuni siti online (tipo Expedia) o negli uffici di una delle tante agenzie che organizzano tour ad Amsterdam. Personalmente gli ho acquistati vicino alla Central Station – il servizio comprendeva quindi anche trasporto.
  • Dedicategli se potete almeno mezza giornata.

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Il gelo sopra Berlino.

Ho un limite.
Odio il freddo.
I miei sensi si rifiutano di operare a temperature al di sotto dei 5°. Con gli amici scherzo che sarei dovuta nascere sull’Equatore.

Anche per questo cerco di limitare i viaggi in questo periodo dell’anno se non per delle vere e proprie gite di giornata, che si rivelano nella maggior parte dei casi vere e proprie sofferenze.E’ stato così per Berlino. Ci sono stata con una cara amica e sia io che lei (me le scelgo bene le amicizie) abbiamo patito le pene dell’inferno mentre il termometro segnava -11° sotto zero. Per quanto fossi vestita a cipolla e attrezzata a dovere non riuscivo a ragionare e godermi la città. Con il freddo divento insofferente, irascibile. Non mi piaccio.

A Berlino è stato così: una lamentela continua tra una tazza fumante di cioccolata calda in qualche caffè del Mitte e alla disperata ricerca di quel calore che solo l’arte sa offrire, all’Isola dei Musei.
Quest’anno ero tentata da un weekend nella capitale ungherese, ma ho desistito per lo stesso motivo. Il gelo. Il ghiaccio penetrante che ti entra nelle ossa, la neve e tutte quelle sfumature di grigio che rattristano un pò. Vedrò Budapest in primavera e sarò ben lieta di coccolarmi un po’ alle terme riscaldata dal sole.

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Le nuvole di Sils Maria.

E’ uscito di recente nelle sale Sils Maria (Clouds of Sils Maria in originale) pellicola presente nell’ultimo festival di Cannes. Il film vede una sempre sublime Juliette Binoche, attrice di successo, a cui viene offerta la possibilità di riportare in scena una pièce teatrale in cui lei stessa recitava vent’anni prima dal titolo Maloja Shake, ambientata proprio nella piccola cittadina di Sils Maria in Engadina.
Una delle buone scuse per andare al cinema è stata anche quella di rivivere un po’ il mio viaggio nell’Alta Engadina, più precisamente della regione dei laghi. Se siete amanti della natura, delle escursioni all’aria aperta e della montagna i Grigioni sono una ventata d’aria fresca! Se da un lato non ho molto amato St. Moritz e quello strato di patina e snobismo che la distinguono, ho trovato in Sils Maria, a pochi km di distanza, tutto quello che cercavo: pace e tranquillità, incantevoli boschi di abeti e panorami davvero niente male.

Sils Maria è stata scelta come meta da uomini illustri e filosofi, lo stesso Nietzsche vi risiedeva nei suoi soggiorni estivi. Ma quali solo le principali attrattive dei Grigioni, questa straordinaria regione della Svizzera ?
  • I laghi, da quello di Sils, di Silvaplana fino a St. Moritz.
  • Le piste da scii e le escursioni in slitta sulla valle di Fex, durante il periodo invernale.
  • Praticare del sano nordic walking nei vari percorsi segnalati o semplicemente fare delle belle scampagnate sul Passo del Maloja o sul Bernina.
  • Assaporare la cucina tipica svizzera in uno dei ristoranti della zona. Perché non a Pontresina, godendo di una buona vista panoramica ?
  • Lo sport: equitazione, vela o mountain bike. Queste sono zone assolutamente adatte agli sportivi!
  • Se viaggiate con dei bambini, sono certa che apprezzeranno una visita alla casa di Heidi a Grevasalvas.

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Risparmiare a Santorini si può.

Sono ancora piuttosto giovane e non potrei mai permettermi uno di quegli hotel super esclusivi a Santorini in Agosto. Anche perché non avrebbero niente a che vedere con la mia filosofia di viaggio: l’alloggio deve essere decoroso, semplice ed economico, in modo da poter investire parte della somma in altre attività durante la vacanza.

Con Santorini è stata dura. Prenotare il volo con Volotea è stato veloce e indolore, è vero, ma mi sono ritrovata nel bel mezzo di una vera e propria Odissea per trovare un hotel a un prezzo decente e in una posizione abbastanza centrale. Ho dovuto scartare da subito l’idea martellante che avevo di soggiornare a Oia. 1000 € a notte non me li posso di certo permettere. Thira (o Fira) un po’ più accessibile, ma neanche tanto. Poi il miraggio.
Situato a Mesariá, a cinque minuti dall’aeroporto e a due minuti da Fira, l’Hotel Kalma è, senza esagerare, un vero e proprio gioiello in una zona assolutamente tranquilla e ben fornita. Sono rimasta colpita dalla squisita cortesia e semplicità dei proprietari – l’hotel è a conduzione familiare – e mi sento in dovere di consigliarlo a chiunque sia intenzionato a fare un viaggio a Santorini. L’ambiente non è per niente lussuoso, ma semplicemente adorabile! Tutto in perfetto stile delle Cicladi.

Proprio fuori dall’hotel, in centro a Mesariá abbiamo noleggiato una macchina nuova fiammante ad un prezzo di 40 € al giorno e grazie a questa ci siamo spostati in lungo e in largo.
Ecco, un dubbio che avevo prima di partire era proprio il come fare a spostarsi sulll’isola. Santorini è piccola e ben rifornita di autobus, ma una macchina o una moto vi ci vogliono. Non intimoritevi e noleggiatela sul posto. Sarete più indipendenti e vi risparmierete una gran fatica!

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Praga in breve.

Praga è tanto piccola quanto bella, ma se avete poco tempo a disposizione, queste sono le cose che non potete assolutamente tralasciare:

  • La Staré Mēsto , Città Vecchia, con i suoi profumi e la sua atmosfera che riporterà indietro nel tempo. Dedicatele una mattinata e ammirate con calma le splendide chiese di Santa Maria di Tyn, di San Nicola e San Giacomo.
  • Kafka é stato il più grande scrittore ceco. Chi non ha ancora letto La Metamorfosi, Il Processo e Il Castello deve cercare di rimediare. Il Museo Kafka merita una visita.
  • Il Municipio della Città Vecchia e il suo Orologio Astronomico si trovano proprio nella Piazza della Città Vecchia. Da lì si accede alla Torre del Municipio e – pagando un modestissimo prezzo – si gode della più bella vista di Praga.
  • Prendete il tram 22 o il 23 e scendete a Prazsky Hrad, resterete incantati dal Castello che domina la collina e dalla Cattedrale di San Vito. Fatevi strada a suon di gomitate nel Vicolo d’Oro.
  • Nuclei ebrei risiedevano nella capitale già dal Medioevo e pur non avendo di certo goduto di vita facile, hanno trovato sepoltura  qui, nel Vecchio Cimitero Ebraico.
  • Il Ponte Carlo non ha bisogno di presentazioni. E’ la star indiscussa di Praga. Andateci nelle prime ore del mattino (non dopo le 11), la massa di turisti é ancora sotto controllo.
  • Il Muro di Lennon in realtà é solo una scusa per andare nell’adorabile isola di  Kampa a passeggiare lungo il fiume e a scattare divertenti foto tra le bizzarre sculture del parco.
  • Andate a Nove Mēsto, la Città Nuova, lasciate perdere i negozi e i centri commerciali! Piuttosto provate un tipico gulasch.
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    Lisbona quello che il turista deve vedere.

    Sono stata in Portogallo per la prima volta nel 2009. L’obbiettivo era quello di mettere alla prova il mio portoghese e di verificare con i miei occhi se davvero Lisbona appare così bella come un film di Wim Wenders. Ero così presa all’epoca che prima di partire mi sono riascoltata tutta la discografia dei Madredeus, Mariza e Amalia Rodrigues ( che non è tutta sta allegria!).

    1 settimana con soggiorno a Lisbona quindi – con altre tappe segnate sulla cartina quali Sintra, Cascais, Estoril, Mafra e Queluz, tutte nei dintorni e facilmente raggiungibili in treno.
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    Per l’alloggio ho trovato un bed and breakfast in zona Saldanha – vicino a Campo Pequeno – nuova area commerciale, dove all’epoca non c’era davvero molto, solo i lavori in corso della metro gialla (ora terminata). Questo per dire che la zona, per quanto economica, è davvero abbastanza scomoda e non offre a parte qualche shopping center chissà quali servizi. L’alloggio dove stavo era perlopiù alquanto scadente: la tapparella della mia stanza era rotta e restava alzata a metà, il bagno altro non era che un box doccia dalle dimensioni un po’ più grandi, e la puzza di fogna era una costante. Insomma se siete schizzinosi evitate il Residencial Lord di Av. dos defensores de chaves.
    882860_648465865215428_2124674674_o* note: i posti ideali per soggiornare sono verso Praça do Comercio, Rossio o Restauradores. Cercate nei dintorni, offerte e buoni prezzi si trovano sempre – infondo Lisbona è una città molto economica.
     
    Siete spaventati perché il vostro hotel non comprende la colazione ? Non dovete! Il Portogallo vanta un’enorme quantità di Pastelarias (caffè, pasticcerie) fatte appositamente per la prima colazione.  Il primo passo per iniziare bene la giornata ?
    Un galão (caffè macchiato servito in un bicchiere) e un pastel de nata (il famoso pasticcino di sfoglia). Contrariamente a quello che si pensa in Portogallo sanno fare il caffè! Se siete a Lisbona ordinate una bica (um café, se vi trovate in qualche altra città portoghese).
    { piccolo dizionario:
    La maggior parte dei portoghesi non parla molto bene ( o per niente) l’inglese. Se organizzate un viaggio in Portogallo e non conoscete la lingua questo frasario vi potrà essere utile per fare le vostre ordinazioni in un café o ristorante. Ricordate sempre di essere molto educati, i Portoghesi non amano la scortesia.
    Lisbona a zone.
    1. Baixa e Avenida
    2. Bairro Alto
    3. Belém
    4. Alfama
    5. zona Expo – Parque das Nações
    1. Baixa e Avenida.

    Praça do Comércio (nota a Lisbona come Terreiro do Paço, Piazza del Palazzo è, come amo definirla, l’entrata ufficiale della città, dalla quale si può accedere anche via mare prendendo un traghetto da Cacilhas. Al centro della piazza si erge la statua di Re José I, realizzata dal grande scultore portoghese Machado de Castro. All’angolo della piazza troverete l’utile Welcome Center, l’ufficio informazioni che sarà a completa disposizione per ogni vostro dubbio o chiarimento. Oltre l’arco di Praça do Comércio sorge la Rua Augusta, zona piuttosto movimentata piena di ottimi ristoranti e negozi alla moda. E’ percorrendo questa via che vi troverete affiancati – sul lato sinistro – dall’Elevador de Santa Justa, un ascensore neogotico costruito sul finire dell’800 da un architetto francese apprendista del famoso Gustave Eiffel (creatore della Torre Eiffel). L’ascensore ha l’utilità di collegare direttamente alla zona di Bairro Alto , trenta metri più sopra, senza il bisogno di farsi tutto il percorso a piedi. Il biglietto dell’ascensore lo si acquista all’interno e costa 5,00 € e vale sia per l’andata che per il ritorno. Molti amici mi hanno chiesto se effettivamente valga la pena farsi 10, 15 minuti di fila per prendere il biglietto e salirci … A mio modesto parere, no. No perché semplicemente andando più avanti e imboccando Largo do Carmo si è subito in cima e si gode della stessa vista, ma se siete ugualmente interessati almeno una volta nella vita bisogna provare.
    La prima piazza che vi apparirà seguendo la Rua Augusta sarà quella di Rossio. In molti tendono a confondere le  piazze principali, abbastanza simili e vicine, tenete presente che Rossio è quella con la fontana con alle spalle il Teatro Nacional e il pavimento a ciottoli bianchi e grigi tagliati a mano. A fianco di Rossio, sulla destra – tenendo come punto di riferimento la Rua Augusta da P. do Comércio – trovate Praça da Figueira, un tempo sede di mercati e ora affollata di caffè, alberghi e ristoranti. Al centro della piazza ecco imponente la statua di bronzo del re João I. Per completare il percorso,  la piazza a tre corsie, Praça dos Restauradores, che prende il nome alle vittime della guerra di Restaurazione. Al centro della Piazza si erge un obelisco dove raffigurano la Vittoria e la Libertà del paese dal giogo spagnolo.
    * per i fanatici dell’Hard Rock Café , il negozio si trova qui sulla destra a Restauradores.
     2. Bairro Alto e Estrela.
    La collina del Bairro Alto è una delle zone più tipiche e amate di Lisbona. Da qui si gode una delle tante viste (miradouros) sulla città sottostante. Con le sue piccole drogherie, i bar e i ristoranti, in realtà è sopratutto la vita notturna ad animare il Bairro Alto, grazie alle sue antiche casas de fado. E qui ho capito solo in un secondo viaggio a Lisbona, che in realtà il Chiado e il Bairro Alto non sono proprio la stessa zona. Seppur vicinissime, viene denominata “Chiado” quell’area più signorile che vanta il Café A Brasileira (l’antico Café ricoperto di stucchi frequentato dal poeta Fernando Pessoa) e la zona di Rua Garrett, che prende il nome da un altro celebre poeta portoghese, che affianca un’altra strada con una statua dedicata al romanziere Eça de Queiroz, tra l’altro uno dei miei preferiti. Dunque possiamo dire che il Chiado altro non è che una piccola parentesi letteraria, quasi snob, del Bairro Alto.
    Ma che siate venuti da l’Elevador Santa Justa o dalla Travessa do Carmo, non avrete potuto fare a meno di chiedervi cosa fosse quella chiesa in rovina sul Largo do Carmo. Dopo esservi riposati un attimo sulle panchine della piazzetta, una visita all‘Igreja do Carmo è d’obbligo. La chiesa carmelitana è un chiaro esempio del disastro del terremoto che nel 1755 rase quasi al suolo Lisbona. Al suo interno reperti risalenti dal periodo preistorico a quello romano. Il biglietto d’ingresso costa 3,50 €, prezzo relativamente basso per qualcosa di davvero suggestivo.
    1913858_1293835028339_1546006_nPercorrendo sempre il Bairro Alto, sul finire di Rua da Misericórdia si trova una delle più belle chiese di Lisbona, São Roque. La chiesa è piccola e da fuori vi apparirà insignificante, vista l’umile facciata, ma il suo interno vi sorprenderà. La cappella di San Giovanni Battista è stata progettata da alcuni architetti italiani ed è stata decorata con materiali preziosi. L’ingresso è gratuito (dalle 9.30 alle 17) e vi vengono celebrate anche funzioni religiose.
    Dietro alla chiesa, un po’ in salita, si trova uno dei punti panoramici preferiti dai turisti: il Miradouro de São Pedro de Alcântara. Un riquadro di piastrelle rappresentante la mappa della città vi aiuterà ad orientarvi e a riscoprire i monumenti e i luoghi principali da questo punto panoramico. Alla luci della sera il panorama diventa ancora più suggestivo e la strada si riempie di giovani e movimento. Se vi capita di perdervi in quelle strade fate un giro anche per Praça do Prìncipe Real a guardare i giocatori di carte.
    3. Belém.
    Fra i mezzi di trasporto pubblici prediligo la metropolitana. Oggi ho imparato a destreggiarmi con altri mezzi (treni, bici, autobus ecc.), ma nel 2009 quando ho scoperto che Belém era da tutt’altra parte e non raggiungibile con la metro, confesso d’essere andata un po’ in crisi. Quindi per chi ancora oggi si sta chiedendo come raggiungere Belém, la risposta è semplice:
    • con il tram n°15 lungo la banchina del fiume
    • con i tram n° 14, 27, 28, 29, 43, 49, 51, 73, 201 e 112
    • con i treni da Cais do Sodré per Oeiras
    ricordo che all’epoca ho fatto non so che confusione e anziché prendere il treno alla stazione di Cais do Sodré l’ho preso da Sete Rios e ho dovuto fare dei cambi. In ogni caso, quando ci sono tornata ho preso tranquillamente un tram a Praça da Figueira e sono scesa bel bella a Belém. I tram sono puliti e hanno lo schermo che segnala le fermate quindi non sbagliate nemmeno volendo – calcolate circa 15 minuti per arrivare.
    Tre cose valgono il prezzo del biglietto fino a Belém: il Monastero dos Jeronimos, il monumento alle Scoperte con la sua grande bussola e la Torre di Belém. Se siete golosi e curiosi di assaggiare l’originale Pastel de Nata, allora aggiungete alla vostra gita anche l’Antiga Confeitaria de Belém, proprio a fianco della fermata del tram che avete appena preso. Calcolate che anche Madonna ha fatto la fila per entrare a prendersi un vassoio di queste delizie di crema.
    Vale assolutamente la pena fare anche un’ora di fila per visitare il Monasteiro dos Jeronimos , incantevole esempio di architettura manuelina. Voluto da Re nel 1500, dopo il ritorno di Vasco da Gama e offerto all’ordine di San Gerolamo. Al suo interno è custodita la tomba dell’esploratore, decorata in suo onore con simboli nautici.
    Esatto perché è proprio il mare il richiamo costante a Belém. Sul lato destro del Monastero, ecco il Museo della Marina e dall’altro lato della strada la Torre di Belém in mezzo al Tago, preceduta dal Monumento alle Scoperte, che ricorda i grandi navigatori e il loro contributo al Portogallo. Da qui avete un’ottima vista del Ponte 25 de Abril che collega Belém a l’altra sponda e alla città di Cacilhas.
     * se non avete occasione di andare in Brasile per poter abbracciare Rio de Janeiro a braccia aperte come il Cristo Re, allora potete provare con il Cristo Rei di Cacilhas. Basta prendere un traghetto da Praça do Comercio o Cais do Sodré e una volta arrivati sull’altra sponda prendere uno dei numerosi autobus che vi scorterà sopra il ventoso colle dominato dal Cristo. 
     
    4. Alfama.
    Alfama o la si odia o la si ama. Io quando penso a questo quartiere penso automaticamente a quella canzone dei Madredeus che dice:
    ” Desidero tornare da te, desidero incontrarti. Dimenticata, non ho più rivisto la grazia dei tuoi occhi che ho tanto amato “.
    1913858_1293833588303_7975058_nIn molti vi diranno che Alfama è sporca e cade a pezzi. Questa è la vera Lisbona, la sopravvissuta Alfama. Seguite l’itinerario classico: da Praça do Comercio prendete la destra e arrivate alla Cattedrale da Sé, dedicata a Sant’Antonio (che non è di Padova ma di Lisbona ed è santo patrono del Portogallo). Vi ritroverete un insieme di stili architettonici a non finire, perché la cattedrale è stata distrutta e ricostruita più volte in seguito ai terremoti del secoli. Proseguendo per Rua A. Rosa e do Limoeiro impossibile non fermarsi al Miradouro de S. Luzia, uno dei punti panoramici dell’Alfama e di tutta Lisbona che preferisco. Ma una guida vera e propria in questo quartiere non vi sarà di nessuno aiuto: perdersi è bello ad Alfama. Quelle strette viuzze ripide e acciottolate vanno percorse a piacere e solo se siete stanchi vi consiglio di prendere il famoso tram n°28, in modo da non perdervi parte dell’incanto e della tradizione.
    Una visita è d’obbligo all’Alfama: il Castello di São Jorge. Costo 8,50 € che possa piacere o no dipende da voi. Durante il mio primo viaggio l’ho trovato sopravvalutato e non così entusiasmante, ma ritornandoci con l’obbiettivo giusto, sono riuscita a scattare foto niente male che sono valse la visita e il prezzo del biglietto. C’è da dire che il piccolo borgo di Santa Cruz, al suo interno, è proprio carino.
    Un posto insolito che secondo me vale la pena vedere se avete del tempo a disposizione è la Igreja de Madre de Deus con il suo Museo Nacional dos Azulejos, con le tipiche piastrelle di tutte le dimensioni e sorti. Ci ho messo un po’ a trovare la chiesa perché la facciata è molto umile e non è segnalata, ma dalla stazione di Santa Apolònia tenete la destra  e camminate un bel po’.
    5. Zona Expo.
    Prendete la metro e scendete a Oriente. Passeggiate all’interno del centro commerciale Vasco da Gama, uscite e perdetevi nell’azzurro che domina l’Expo. La zona nuova di Lisbona è un’altra dimensione grazie al grande Parco das Nações. Una cosa che raccomando a tutti: non snobbate quest’area perché merita assolutamente una visita. Prendete la teleferica, se preferite, camminate lungo il pontile e fermatevi a mangiare una sopa do dia (minestra del giorno) o una bife de porco ( bistecca di suino servita con uova e patate) in uno di quei ristorantini economici prima dell’Oceanário di Lisboa, il secondo acquario più grande del mondo. Se dovete comprare un souvenir qui ce ne sono di adorabili: da peluche a forma di tartaruga a t-shirt con la stampa di Fernando Pessoa.
    Vivete ( e tornate) a Lisbona!
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