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Letteratura di viaggio: La mia India, Paola Pedrini.

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lonely planet – Varanasi.

L’India è come un pugno in uno stomaco. In India il tempo scompare e sfumano orari, programmi, appuntamenti. In India si devono tenere aperte le porte, le strade, la mente. In India si impara ad avere pazienza, a fare le code, ad aspettare. L’India puzzadi piscio e di merda e profuma di cibo, di fiori e di incenso. L’India è religione, riti e celebrazioni. L’India è morte. L’India è sole, acqua e feste. L’India ti avvolge nei suoi sari colorati come farfalle e ti accompagna per le strade a vedere la gente che muore di fame. In India una vacca vale più di un uomo ma un bambino vale più di una vacca. Tutto ciò che succede è vero, ma è vero anche il suo contrario. L’India è un elastico, da una parte all’altra fino al limite, sempre col rischio che si rompa. L’India è un viaggio nel tempo, la danza della vita nel passato di chi qua approda che si illuminerà all’improvviso di fronte al sorriso di un bambino.

La mia India, Paola Pedrini

Appena un libricino di 120 pagine, eppure questi pensieri di viaggio, tratti da quello che un vero e proprio reportage in lungo e in largo nelle principali città del paese, mi sono rimasti dentro. Come la giornalista Pedrini sono attirata dall’India perché sono sempre alla ricerca che succeda qualcosa e cerco nelle diversità stimoli nuovi. O probabilmente perché vengo da un paese ormai arido di sentimenti e cerco un luogo dove i rapporti umani sono ancora una delle principali risorse. Ho voglia e bisogno dell’India sempre di più, ma allo stesso tempo ne sono anche spaventata. Fra le persone con cui convivo l’India è un po’ come un tabù da evitare accuratamente; per questo nessuno vuole vivere questo viaggio e mi ritrovo sola con questa idea martellante nella testa – Ma perché non andiamo in India ? Che ne dici dell’India ? –

Dite che prima o poi riuscirò a realizzare questo fabbisogno ? Anche voi avete delle mete nel cassetto che sentite il bisogno di vedere con i vostri occhi ?

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Perché là ? Islanda.

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Sverrir Thorolfsson (CC BY-NC-ND 2.0)

Per il pianeta, l’Islanda esiste da 20 migliori di anni, quando le prime roccie vulcaniche sono spuntate nella superficie d’acqua tra l’Oceano Atlantico e quello Artico.

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Per noi, umani, l’isola esiste ufficialmente dall’874, quando un norvegese dal nome impronunciabile, vi si è insidiato con la famiglia con tutta l’intenzione di restare. Prima di lui, altri norvegesi (e un irlandese) hanno esplorato l’area, ma per poco tempo. In ognuna di queste visite, l’isola guadagnava un nome diverso, fino a quando un vichingo la battezzò definitivamente, unendo le parole “Is”(ghiaccio) e “land”(terra): Island, “Terra di ghiaccio”

Il nome è bello e d’impatto, ma la grande ingiustizia è che solo l’11% del territorio è composto di ghiacciai. La Groenlandia, per esempio, è per l’80% ricoperta di ghiaccio (e il suo nome significa “Terra Verde”).

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L’Islanda è stata una nazione indipendente nei suoi primi tre secoli di vita, quando era conosciuta come Stato Libero Islandese. In seguito l’isola dovette passare per il dominio norvegese e danese. La sua libertà e indipendenza venne conseguita  durante la Seconda Guerra Mondiale.

La bandiera, nata con il dominio danese, è rimasta l’ufficiale anche dopo l’indipendenza. La croce scandinava (simbolo del cristianesimo dell’epoca) e i colori blu, bianco e rosso, rappresentano rispettivamente le montagne, il ghiaccio e la lava dei vulcani.

Ma perché fare un viaggio in Islanda ?

1. Semplicemente per le foto che vedrete in questo post.

2. Per rendersi conto che il paese non è fatto di ghiaccio.

Zanthia (CC BY-NC-SA 2.0)

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3. Per conoscere la capitale più a nord del mondo, Reykjavìk.

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Bjørn Glesenbauer

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4. Per accompagnare la notte di Reykjavik (che dicono movimentata).

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Magnus Elvar Jonsson (CC BY-NC-SA 3.0)

5. Per uscire in tutta tranquillità senza preoccuparsi assolutamente di niente, visto che l’Islanda è tra i paesi più sicuri del mondo. 

6. Per mangiare uno dei migliori hot dog in Europa, provato anche da Bill Clinton: il Bæjarins Beztu Pylsur, a Reykjavik, che tradotto significa “miglior hot dog della città”.

jayneandd (CC BY 2.0)

7. Per conoscere il parlamento più antico del mondo, l’Alpingi (Althing), fondato nel 930.

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8. Per vedere se è vera la leggenda che l’Alpingi non ha guardie alle porte.

9. Per vedere Hallgrimskirkja (la chiesa qui sotto).

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Stuck in Customs (CC BY-NC-SA 2.0)

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stefano- (CC BY-NC-SA 2.0)

10. Per tentare di imparare a pronunciare qualche nome in islandese (senza riuscirci).

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Radar Communication (CC BY 2.0)

11. Per bere una delle acque più pure del mondo. Acqua che non ha bisogno di nessun trattamento prima di passare per le case delle islandesi.

12. Per provare la bizzarra cucina islandese che fra le sue ricette vanta la testa di pecora (compresi gli occhi dell’animale), carne di cavallo, balena ecc.

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HeatherMG (CC BY-NC-ND 2.0)

13.  Per conoscere “l’entrata al centro della terra” nel vulcano/ghiacciaio Snæfellsjökull, nel libro Viaggio al centro della terra, di Jùlio Verne.

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Atli Harôarson (CC BY-ND- 2.0)

14. Per conoscere il famigerato vulcano Eyjafjallajökull, quello che ha portato non poco scompiglio negli aeroporti europei nel 2010.

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Gunnlaugur P.Briem (CC BY-NC-SA 2.0)

15. Per vedere l’aurora boreale senza necessariamente morire di freddo, già che l’Islanda vanta la temperatura media più alta fra i paesi nordici in inverno (tra i -5° e i 5°, a Reykjavik).

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c@rljones (CC BY-NC-ND 2.0)

16. Per vivere il sole di mezza notte in inverno.

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elovazquez.com

17. Per tentar di incontrare un elfo e imparare qualcosa di più su queste creature (e altre del folclore islandese) in un paese dove molte persone credono nella loro esistenza.

Stuck-in-Customs (CC BY-NC-SA 2.0)

18. Per conoscere la 18°isola più grande al mondo.

19. Per conoscere un luogo dove la maggior parte delle persone non ha un cognome vero e proprio, gli uomini guadagnano il nome del padre, con l’aggiunta di “sson”, e le donne il nome del padre con l’aggiunta di “dòttir”.

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20. Per vedere la Laguna Azzurra, probabilmente l’attrazione più famosa e visitata dell’Islanda. E’ un lago artificiale, creato nel 1976. L’acqua ha una temperatura costante che va dai 37 ai 39° e, dicono, è piena di nutrienti per la pelle. E’ possibile soggiornare in una spa nell’area della Laguna, il che significa che con molta – molta fortuna, è possibile vedere l’aurora boreale da dentro l’acqua.

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loranger (CC BY 00)

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Ruby Tuesday (CC BY-NC 2.0)

21. Se non soffrite di claustrofobia, in Islanda ci sono molte caverne, alcune meritano davvero una visita.

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Johnny Peacock

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22. Per conoscere il Parco Nazionale Thingvellir, patrimonio dell’Unesco.

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23. Per conoscere un’isola tra due continenti (geologicamente parlando).

24. Per passeggiare dentro l’unico vulcano al mondo accessibile e totalmente sicuro: il Þríhnúkagígur, addormentato da quattro milioni di anni. Nel 2012 è stato raggruppato nell’elenco delle  attrazioni più incredibili del mondo, fatta per la CNN.

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Dave-Marcus-CC-BY-NC-SA-2.0

25. Per vedere le balene.

Arjen Toet

26. Per fare uno dei percorsi di trekking classificati tra i 20 migliori del mondo per la National Geographic.

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Jesusisland-CC-BY-NC-ND-2.01

27. Per vedere gêiser come questo.

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28. Per vedere la Laguna glaciale Jökulsárlòn e navigare fra i suoi icebergs.

@AdeRussell

Worlds-In-Focus-CC-BY-NC-2.0

29. Per conosce il più grande ghiacciaio d’Europa, Vatnajökull, che occupa l’8% dell’Islanda.

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30. Per sospirare e andare in estasi davanti a tutte le cascate islandesi.

Zanthia

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Marco-Bellucci-CC-BY-2.0

31. Per vedere un numero inimmaginabile di vulcani.

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32. Per tentare di fotografare un  cavallo islandese. E concludere che anche i cavalli sono “biondi” in Islanda.

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33. Per conoscere un paese che non ha forze armate.

34. Per conoscere un paese in cui il clima cambia ogni 10 minuti.

35. Per conoscere un paese che ha avuto appena 5 presidenti in 69 anni (dal 1944). Questo con una media di 14 anni a carica.

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36. Perché ho rinunciato ad aggiunger punti alla lista di cose interessanti che esistono in Islanda – e quando pensavo di aver smesso di trovare curiosità ecco giungere decine e decine di foto bellissime che portano ad altre ancora più belle di posti nuovi. E’ un lavoro senza fine. Stop: smetterò solo quando riuscirò ad andare in Islanda.

Michał-Sacharewicz-CC-BY-NC-SA-2.0

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Keukenhof: enjoy the spring!

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Keukenhof è uno di quei posti incantati che tutti dovrebbero vedere. Che siate amanti dei fiori (tulipani in primis) o meno, il parco sprigiona bellezza e incanto in ogni suo singolo ettaro verde! Uno dei pochi siti in cui la presenza costante del click delle macchinette fotografiche e la gente (urla dei bambini comprese) non mi abbiano dato fastidio e siano passate praticamente inosservate.

Visto che la Primavera è alle porte, se non l’avete ancora fatto, immergetevi completamente nella stagione.

Appunti di viaggio.

  • Lisse, la città che ospita il parco, è a circa 45 minuti da Amsterdam quindi si può tranquillamente visitare nel bel mezzo di un soggiorno nella capitale olandese o pernottando direttamente nella cittadina, magari noleggiando delle biciclette e facendo tutti i percorsi attorno alle fattorie e alle distese in fiore.

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  • Per sapere in anticipo il periodo di apertura del parco vi basterà consultare il sito ufficiale . Il parco apre otto settimane all’anno, in media i due mesi di Primavera . E’ consigliabile, per avere la certezza di una completa fioritura, di prenotare una visita in un periodo abbastanza centrale.

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  • I biglietti si possono acquistare nel sito ufficiale su alcuni siti online (tipo Expedia) o negli uffici di una delle tante agenzie che organizzano tour ad Amsterdam. Personalmente gli ho acquistati vicino alla Central Station – il servizio comprendeva quindi anche trasporto.
  • Dedicategli se potete almeno mezza giornata.
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