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Perù: ben più di Machu Picchu.

Tutti vogliono salire sulla Vecchia Montagna, ma non tutti i visitatori comprendono che il Perù va ben oltre Machu Picchu.

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Non voglio diminuire la fama che il sito archeologico si è guadagnato nei sogni di tutti i viaggiatori. Al contrario, vedere con i miei propri occhi Machu Picchu è stata una delle esperienze più magiche e suggestive che ho vissuto finora. Ma visitando molte altre cittadine – più o meno grandi – e trovandomi di fronte e convivendo con un nuove realtà, mi sento in dovere di dire che condividere sorrisi e confidenze con la gente del posto è stato ancora più impressionante.

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Una città che ho sicuramente amato molto in Perù è stata Cuzco. Essendo la porta d’ingresso per Machu Picchu, viene di solito un po’ trascurata a causa delle aspettative che si hanno verso il sito archeologico. Ma Cuzco, invece, si rivela bellissima – proprio come ci avevano detto. La città è stata capitale inca prima d’essere conquistata dagli spagnoli, gode di un centro storico ordinato, ben conservato, con rovine precolombiane a non finire, una vita notturna vivace, un’ottima realtà gastronomica, insomma, una strabiliante quantità di vicoli, colori e sapori.

Arequipa non è da meno! Costruita e circondata da pietre vulcaniche, vanta probabilmente della Plaza das Armas più bella di tutto il Perù, il Monastero di Santa Catalina, molte chiese, palazzi bellissimi e un’infinità di viste sulle montagne innevate che fanno da cornice alla città natale di Vargas Llosa.

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E ancora il Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo, a quasi 4000 m metri, che sulle sue acque ospita isole come le Taquile e le Uros, fatte di giunco e che uniscono comunità fin dal periodo in cui gli spagnoli sbarcarono in SudAmerica. Immaginate generazioni di famiglie che vivono così, costruendo isole con piante, fluttuando in uno dei maggiori laghi del mondo. Il turismo nelle Uros è arrivato da poco tempo, così come i pannelli solari, che hanno portato la luce.

Magico!

 

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Svizzera: attraversare le Alpi con il treno più lento del mondo.

Nella terra degli orologi, la rapidità non è sempre un buon segnale. Almeno per il Glacier Express, percorso così bello che nessuno sembra aver fretta di concludere.


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Zermatt e St. Moritz sono due celebri cittadine adatte per le vacanze svizzere.  Zermatt è  famosa per il Matterhorn, la punta ricoperta di neve, con il suo logo stampato anche sugli imballaggi del cioccolato Toblerone. E’ una stazione sciistica in inverno e meta di alpinisti in estate (3.131 metri di altezza).

St. Moritz, allo stesso tempo, ospita moltissima gente in estate, ma ferve più che altro in inverno, quando il jet set internazionale compare per sciare e per assistere al Campionato Mondiale di Polo sulla neve.

La distanza tra le due città è poco più di 300 chilometri –  un percorso di 5 ore di macchina su tortuose strade alpine. Ma il cammino più diretto fra le due è anche il più lento: il Glacier Express, che percorre 275 chilometri in 8 ore. Vi starete chiedendo , allora, perché intraprendere questo viaggio. Direi per scenari come questo! (foto).

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Il treno attraversa di fatto le Alpi e permette di godere della vista di paesaggi davvero impressionanti. I moderni e forniti di servizi vagoni panoramici del Glacier Express attraverseranno ghiacciai e piccole cittadine di montagna, 291 ponti e 91 tunnel.

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Chi viaggia da est a ovest, tratta solitamente meno affollata, parte alle 8h52, con il Matterhorn alle spalle, in una tratta tutta curve fino a Brig. Da lì, “l’espresso più lento del mondo” prosegue nella valle del Rodano fino al tunnel di Furka, sfiorando la velocità di 90 km orari (velocità più elevata dell’intero percorso).

Non essendo presente un vagone ristorante, il pranzo (non compreso nel prezzo, 43 CHF per un pasto completo) viene servito direttamente alla propria poltrona.

Molta gente scende ad Andermatt, un vero e proprio resort di sci, più low profile di Zermatt e St. Moritz. Per chi prosegue, invece, il treno fa una fermata tecnica a Disentis, per poi riprendere verso il punto di viaggio più alto: Oberalpass (2.033 metri).

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Il Glacier corre lungo il fiume Vorderrhein, dal colore smeraldo e contornato da una parete di roccia. Questo fino a Chur, la città più antica della Svizzera. E, dopo aver passato incredibili viadotti di pietra, il treno in fine arriva a St. Moritz. Puntualmente alle 16h55.

Inaugurato nel 1930 – all’epoca il treno ovviamente era a vapore – la Glacier Express è considerata la ferrovia più scenica del paese, che ha  26.000 km di linea ferroviaria, usata quotidianamente da 1 milione di persone – 500 mila appena a Zurigo.

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A Zermatt, non fate a meno di mangiare allo Schäferstube. Il menu ha appena un ingrediente: agnello, preparato in modi diversi, arrivato da un allevamento a pochi km da lì dalla famiglia Julen. Chi desidera fermarsi per la notte e soggiornare nella zona, fra questi, l’hotel Romantik Julen , Alpenhof e l’Hotel Daniela – gestiti tutti dalla stessa famiglia.

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Birre speciali da provare durante il vostro soggiorno belga.

Nel corso di un viaggio in Belgio, non potete non sperimentare le birre prodotte in quelle zone. Non sto parlando semplicemente delle famose Stella Artois o Jupiler, ma delle vere birre. Il paese conta una varietà di 1.000 birre, ottenute con diversi processi speciali e adatte a tutti i gusti più esigenti.

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Di seguito una lista delle 10 birre belghe da provare se vi trovare in quelle zone:

Duvel

E’ una fra le marche di birra più famose nel mondo, e può essere trovata tranquillamente anche in Italia, nel supermercato vicino a casa vostra. E’ prodotta dalla Duvel Moortgat Corporation Puurs. E’ una birra chiara, leggermente amara sul fondo e il suo tasso alcolico è dell’8,5 %.

Leffe

Anche questa molto famosa, facilmente acquistabile in Italia, la Leffe è un marchio InBev e   di diverse varianti. La più conosciuta è la Leffe Blonde ad alta fermentazione, con un tasso di alcol del 6,6%. Ha un sapore ben lieve, il che la rende ottima come accompagnamento durante i pasti.

Delirium

Prodotta dal birrificio Huyghe in una piccola cittadina belga chiamata Melle, la Delirium è abbastanza conosciuta per la stampa di un elefantino rosa sulla confezione della bottiglia. La sua variante più popolare è la Delirium Tremens, una Belgian Strong Ale con l’8,5% di alcol. Esiste un pub a Bruxelles chiamato Delirium Café dove è possibile degustare, fra le tante, le birre di questo marchio.

Hoegaarden

Birrificio tradizionale del nord del Belgio, produce solo questo tipo di birra. La sua origine si aggira intorno al 1445, e la Hoegaarden ha un tasso alcolico del 4,9%.

Straffe Hendrik

Dal colore ambrato e con il tasso del 9% di alcol, è una birra dal tocco fruttato e caramellata.

Chimay Blue

La prima birra trappista di questa lista, la versione Blue Belgian Dark Strong Ale ha il 9% di grado alcolico, corposa e con un sapore dolce.

Trappist Achel

Ancora una trappista, prodotta in più varianti dalla Achel Brewery. La Achel Blond è perfetta da accompagnare durante i pasti, ha un colore dorato, un sapore fruttato e anche un po’ dolce, con un tasso dell’8% di alcol.

Brugse Zot

Birra prodotta a Bruges (se interessati potrete anche visitare la fabbrica di produzione). La versione Blond Ale ha un tasso alcolico del 6% e gode di un sapore soave e leggero.

Orval

Una birra trappista, dal sapore amaro e con il 6,2% di gradi.

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Probabilmente una fra le migliori birre del mondo. Una trappista con il 10% di valore alcolico, dal colore scuro e con un aroma con note di caramello e tabacco, un sapore marcante e secco. Sicuramente va gustata per un’occasione speciale!

Ne avete già provata qualcuna ? Ne avete altre da suggerire?

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Rio 2016: una città adatta alle famiglie.

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vista dal Mirante do Pasmado.

Una città che ha tra le sue principali attrazioni il Pan di Zucchero è per forza di cose una città adatta a bambini, adolescenti e ai più anziani. Con i suoi 90 km di spiagge, i suoi parchi, Lagoa e la Foresta da Tijuca, il suo calçadão, i suoi simpatici butecos, i venditori ambulanti e lo stile di vita esuberante … Rio de Janeiro è un luogo ideale per le famiglie. Vi segnalo alcune cose da fare durante un soggiorno nella città carioca – e qualche consiglio pratico.

  1. Se arrivate in aereo, al Santos Dumont, e vi trovare sul lato sinistro dell’aereo, cercate di sporgervi sull’altro lato per godere del magnifico panorama della città dall’alto. Vi verranno i brividi.
  2. Se soggiornate nella zona Sud e viaggiate con bambini o preferite sentirvi più sicuri, optate per Ipanema (più sicura di Copacabana la sera) e Leblon. Potete trovare tantissimi hotel con vista sul mare. Una buona alternativa ragionevole a Leblon è il Marina Palace.
  3. Fate colazione a Colombo nel Forte di Copacabana (ops! e visitate il Forte, certo!) e fate dell’ottima ginnastica sul Posto 6, osservando  i ragazzi del Soul Rio Surf, molto simpatici e disponibili a darvi informazioni sulla città.
  4. Noleggiate una bicicletta a fate il giro di Lagoa Rodrigo de Freitas oppure affittate un pedalò a forma di cigno.
  5. Fate un picnic nel Parque Lage, ai piedi del Corcovado, nel quartiere del Jardim Botânico.
  6. Salite sul Pan di Zucchero e rendetevi conto del perché la città viene chiamata “Città Meravigliosa”.
  7. 7. Esplorate e riscoprite la storia di Rio: Praça XV de Novembro, il Palazzo Imperiale, il Palazzo Tiradentes … un viaggio nel passato!Cenate a Santa Teresa, senza fretta, godendo dell’ottima vista del Ristorante Aprazível e godetevi la notte carioca. I migliori locali se volete un po’ di divertimento sono qui, a Santa Teresa e a Lapa.
  8. Salite sul Cristo Redentore con le braccia aperte sopra Guanabara, intonando una musica di Tom Jobim: ” Este samba é só por que Rio, eu gotto de você”.
  9. Comprate un unico ticket per il nuovo Museu do Amanhã (progettato dall’architetto Calatrava) e il MAR.
  10. Ammirare il cielo al Planetario da Gávea (controllando la programmazione prima di andare).
  11. Raggiungere Niterói per vedere il Museo di Arte Contemporanea (MAC) – quel disco volante disegnato da Oscar Niemeyer.
  12. Fare una nuotata a Barra da Tijuca, verso Praia do Pepe, dove il movimento è più tranquillo rispetto Ipanema/Leblon. Se volete soggiornare nei dintorni, di fronte al mare, ci sono degli ottimi hotel come il Brisa Barra Hotel e il Novotel Barra da Tijuca.
  13. Se state cercando delle onde alte e una spiaggia diversa, provate Joatinga (tra São Conrado e Barra).
  14. Terminate il viaggio al Porcão Rio’s, all’Aterro do Flamengo: ottima carne, il posto ideale per rilassarsi e una vista incredibile sulla baia di Guanabara.

Playlist per un viaggio a Rio de Janeiro. 

ascolta su Spotify.

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Direttamente dal cinema: realtà VS finzione.

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Esiste una possibilità sempre più reale per quel tipo di viaggiatore che ama visitare i luoghi dove sono stati girati i suoi film preferiti. Avete mai pensato di poter rivivere delle scene iconiche attraverso lo schermo del vostro smartphone ?

Per esempio ammirare la Fontana di Trevi e vedere Anita Ekberg fare il bagno davanti a uno scioccato Marcello Mastroianni.

In un certo modo questo giochetto è già possibile. Da qualche mese è stata lanciata un’app gratuita, Walk in Cinema (scaricatela qui per Android e qui per iOS) indirizzata esclusivamente per scenari romani. Sono presenti innumerevoli classici di Fellini e anche film più attuali come La Vita è Bella o In Rome with Love di Woody Allen.

L’app mostra la mappa di Roma con tutte le localizzazioni e, in alcune, esiste la possibilità di “rivedere” gli attori del film, nel luogo esatto dove è stato girato, direttamente dallo schermo del cellulare. Qual’è l’utilità della cosa ? Scattarsi un selfie con Gregory Peck e Audrey Hepburn, direttamente da Vacanze Romane, sulla scalinata di Piazza di Spagna, per esempio. E mandarla ai vostri amici.

Ormai lo sapete, con la realtà virtuale si può davvero fare di tutto.

 

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4 divertenti escursioni da fare a Foz do Iguaçu.

Foz do Iguaçu è una meta sempre più pronta a ricevere le famiglie. La città del Paranà, ha ottimi hotel, un’ampia scelta di ristoranti – alcuni ospitano anche degli shows – e innumerevoli attrazioni per gli amanti della natura. La città è posta sulla frontiera, al confine con altre due – Puerto Iguazu, in Argentina, e Ciudaded del Este, in Paraguay -, potrete così dire di essere stati in ben tre stati diversi, godendo di nuovi timbri sul vostro passaporto.

Tourists at Iguazu Falls, Foz do Iguacu, Brazil


Dove è meglio soggiornare ?

Se avete fatto un lungo viaggio per arrivare fin qui o se viaggiate con i bambini, l’idea di soggiornare in un resort con piscina è forse la migliore. Ce ne sono di ottimi: il Mabu Thermas & Resorts, il Bourbon Cataratas Convention Spa o il Golden Park Internacional Foz do Iguaçu, con offerte sempre molto vantaggiose.


Come impiegare il vostro tempo a Foz do Iguaçu:

Vedere le cascate.

Iguaçu significa “grande acqua” in tupi. Il nome non potrebbe essere più adatto! Le cascate riuniscono il più grande accumulo d’acqua del pianeta a livelli di volume. Sono alte 60 metri e si estendono per 2,7 km lungo la frontiera tra il Brasile e l’Argentina. La parte più spettacolare del percorso è senza dubbio camminare lungo le passerelle, ammirando la potenza dell’acqua. Non è una cattiva idea portare un bagaglio con un cambio abito e una mantellina per la pioggia. Per un’esperienza completa vale la pena vedere le cascate sia dal lato brasiliano che quello argentino. Nel lato argentino è possibile percorrere un tratto in un simpatico trenino e vedere la Garganta del Diablo, tratto assolutamente imprendibile – e il mio preferito.

Passeggiare per il Parco Nazionale di Iguaçu. 

Piante antichissime che danno vita a una foresta d’ombra e freschezza. Se avrete fortuna potrete vedere alcuni animali come i tucani, quatis, coccodrilli, varie specie di farfalle … Ma è bene sapere che il parco vanta più di 40 tipi di mammiferi, 60 specie di rettili, 12 di anfibi: ovvero, evitate di allontanarvi dal percorso segnalato per il vostro bene. Entrambi i lati (argentino e brasiliano) hanno più di 600 mila ettari di aree protette e sono Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

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( Io mi sono completamente innamorata dei quatis! Qui immortalati in posa). 

Divertirsi con il birdwatching al Parco degli Uccelli.

Questo è uno dei più grandi santuari del Sud America. Gli animali sono liberi e possono essere ammirati nel loro habitat naturale. E’ possibile avvistare tucani, pavoni, rari pappagalli e uccelli da diverse regioni del mondo. La politica è quella di proteggere le specie in estinzione, ed è una buona opportunità per far conoscere ai più piccoli come preservare la natura.

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Imbarcarsi in un vero e proprio Safari in barca.

Una cosa che purtroppo non ho fatto a Foz do Iguaçu è stata l’esperienza diretta con l’acqua per mezzo di battello o kayak. Stupidamente non ho portato un cambio e temevo per la salvaguardia della mia macchina fotografica, ma indubbiamente sarebbe stata un’esperienza da fare!

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Le 7 meraviglie della Russia.

Ah, la Russia! Tale è il mio desiderio di perdermi nell’immensità della terra di Putin.

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Il paese è pieno di luoghi incredibili, storia, cultura e mi piace immaginarlo come le sue famose matriosche: pieno di sorprese.

Un po’ di tempo fa mi sono imbattuta nella lista “le 7 meraviglie della Russia secondo i russi”, lista eletta tramite una ricerca alla radio e in tv, nel 2010. Non so se negli ultimi anni siano state fatte nuove classifiche, ma in un paese tanto vasto, pieno di cose da vedere, anche un ranking ormai datato può rivelarsi utile.  Segnatevi quindi questi posti.

  1. Lago Baikal.

Shaman Rock, Island of Olkhon, Lake Baikal, Russia

La pietra Shaman, nell’isola di Olkhon. (Foto: iStock/rutin55)

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Foto: iStock/rutin55

Il lago Baikal è uno dei punti più alti nel corso di un viaggio lungo il percorso ferroviario della Transiberiana, alla fermata Irkutsk. Più che una meraviglia russa, questa è una meraviglia della natura e considerato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il lago è il più profondo del pianeta, con 1,5 km di distanza tra la superficie e il punto più basso.


2. La valle dei geyser

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(foto: iStock/annshine)

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(Foto: iStock/highkey)

La penisola di Kamchatka meriterebbe un intero viaggio. L’attività vulcanica della regione è così forte che la Valle dei Geyser è la seconda più grande del mondo ed è anch’essa Patrimonio dell’Unesco.


3. Statua della Madre Patria.

Monument "Call of Motherland"

Povera Statua della Libertà. Scendendo dal suo piedistallo, infatti, la statua americana è molto più bassa rispetto a questa di ben 92 metri, costruita a Volgogrado per ricordare la battaglia di Stalingrado. All’epoca della sua costruzione, nel 1967, era la statua più grande del mondo.


4.  Peterhof

Grand cascade in Pertergof, Saint-Petersburg, panorama

(foto: iStock/VitalyEdush)

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Anche la serie di palazzi e giardini di Peterhof, a San Pietroburgo (un sogno!), sono Patrimonio dell’Umanità. Sono stati costruiti su ordine di Pietro, il Grande, e terminati nel 1725. Dicono che il palazzo sia la “Versailles russa”, ma personalmente nutro qualche dubbio sul confronto fra i due. Non so, appena visiterò anche questo potrò trarre le mie proprie conclusioni.


5 – Cattedrale di San Basilio.

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Foto: iStock/agustavop

St Basils cathedral on Red Square in Moscow.

Sarebbe impensabile escludere la Cattedrale di San Basilio da una qualsiasi lista. Questa meraviglia architettonica costruita nel 1500 è il più grande simbolo della Russia. Altro Patrimonio dell’Unesco.


6 – Manpupuner

Eccoci in uno di quei luoghi, a mio avviso, più straordinari della Russia.

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fonte Wikimedia

Una serie di 7 pietre le cui altezze variano tra i 30 e i 42 metri. Fino a qui probabilmente niente di straordinario. Ma la parte sorprendente è che si trovano isolate sulla cima di una montagna dove nei dintorni non compare nessun altra pietra somigliante, dando così vita a uno scenario davvero surreale. La montagna, inoltre, si trova nel bel mezzo di una foresta vergine, nella repubblica di Komi, quindi comporta una certa propensione alla camminata. E’ una meraviglia per pochi, ma merita di essere su questa lista.


 

7. Monte Elbrus.

Elbrus mountain is highest peak of Europe

Foto: iStock/malexeum

Esiste qualche dubbio (come sempre) sul fatto che Elbrus possa essere considerata la più grande montagna, rubando il posto a il Monte Bianco, in Francia. Questo, certamente, se vogliamo considerare la cordigliera del Caucaso come continente europeo – teoria nella quale non tutti concordano.

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In ogni caso, il monte Elbrus è il più alto della Russia. Arrivarci non è certo facile, ma non è necessario. Anche da lontano, con le sue cime innevate, è comunque bellissimo.

Vi è piaciuta la lista ? Allora: Пойдем!

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Monumenti nel mondo che sembrano uno scherzo.

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L’artista che ha creato questo magnifico gambero gigante a Ballina, nella Gold Coast australiana, non stava scherzando. E non è stato nemmeno l’unico a trovarne un certo fascino. Il Comitato di Ballina ha tentato di demolire il crostaceo, ma a sorpresa, è stato impedito dagli abitanti del posto.

Fra le altre statue particolari, un chiaro esempio di successo è il Manneken Pis di Bruxelles. La statua-simbolo della città è un bambino completamente nudo di 61 centimetri che urina in una fonte. Sul punto di compiere 400 anni (nel 2019), non possono mancare leggende e storie su di lui – si dice, infatti, che la statua non sia nemmeno l’originale e che quella sia stata sequestrata. La popolazione si prende una certa cura del suo bambino, che vanta un guardaroba completo per le occasioni speciali.

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Il Manneken Pis è stato di ispirazione per altre statue famose: il Manequinho di fronte alla sede del Botafogo, a Rio de Janeiro e sicuramente al Pissing Men, a Praga. Quest’ultima è stata progettata dall’artista David Cerny ed è posta fuori dal Franz Kafka Museum.

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Altre sculture che hanno una motivazione più pragmatica, come questa, all’entrata del The Alien Research Center, il centro di ricerca sull’OVNIs lungo la Extraterrestrial Highway, una regione del deserto del Nevada, famosa per gli avvistamenti alieni.

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Sulla stessa riga del gigante alieno, un tentativo di ricreare una nave spaziale di 75 metri a Ashgabat in Turkmenistan. La creazione dell’architetto è stata denominata “Arco della Neutralità”. Non ho ben capito questa combinazione.

Monument Neutrality Arch. Ashkhabad. Turkmenistan.

E se il proposito è quello che vale, che dire di questo enorme ferro da stiro posto in una via di Asheville, nella Carolina del Nord ?

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Infine altre statue sembrano rivelarsi almeno utili come punti d’appoggio per piccioni.

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Road to Machu Picchu.

Abbiamo capito che la nostra vocazione, la vera vocazione, era viaggiare in eterno per le strade e i mari del mondo. Eternamente curiosi; osservando tutto ciò che potesse comparire davanti alla vista. Annusando ogni angolo, ma sempre con discrezione, senza piantare radici in nessuna terra.

Ernesto Che  Guevara

” I sogni son desideri! ” Finalmente ci siamo decisi per la meta estiva. Ormai ero troppo ansiosa e volevo organizzare questo viaggio a tutti i costi da troppo. Ho trovato online bellissimi video del Perù come questo e ho coinvolto mezzo mondo nella campagna pro-viaggio-peruviano. La verità è che non ho ancora pensato alle difficoltà del viaggio, alla durata dell’Inca Trail o sul come organizzarmi al lavoro in mia assenza, ma a partire, perché partire è la più coraggiosa delle azioni e confido che qualche spirito Inca mi darà la forza necessaria per farcela a superare questi mesi tra scartoffie in ufficio, brevi scappatelle in Europa qua e là e i preparativi per questo viaggio per me così importante.

Fra pochi giorni sarà il mio ventottesimo compleanno. E questo non poteva essere regalo migliore.

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Il Belgio che voglio ricordare.

Sono rientrata da tre settimane dal Belgio e i fatti avvenuti in questi giorni mi hanno profondamente turbata. Ho aspettato nello stesso aeroporto  e preso la stessa stazione della metropolitana. Tuttavia non accetto che il ricordo di quel viaggio venga intaccato, preferendo pensare al Belgio come un paese che ha tanto da offrire e che mi ha permesso di trascorrere giornate bellissime e scoprire zone che non conoscevo. Da un viaggio in treno nelle remote Ardenne, ai canali romantici di Bruges, al centro più commerciale di Anversa, al culto del cioccolato a Bruxelles fino ad arrivare a Gent, più animata e non meno bella.

Uno scatto per ogni città.

Bruges.

La città è un buco, ma è bellissima. E’ l’atmosfera perfetta per uno di quei fotografi di matrimoni: i canali, i cigni, gli stretti vicoli. Bruges ha il potere di fare rallentare e meravigliarsi per ogni cosa. Da una bicicletta posata ad arte sulle mattonelle rosse di una casa, a scorci magnifici appena svoltato l’angolo. Sta a voi scegliere quanto tempo dedicarle, ma una cosa è certa, resterà nella vostra memoria.

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Gent (Gand).

Non solo Bruges è fatta di canali, Gent ne ha di bellissimi e il suo centro è vivace e colorato. Il centro era gremito di gruppi di scout e bambini che giocavano beatamente all’aria aperta! Lo sapevate che c’è anche una via (la Werregaren straat) totalmente dedicata ai graffiti e alla street-art ? Purtroppo è anche molto trafficata e se vorrete fotografarla dovrete pazientare un po’ o mettervi in fila!

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Anversa.

Dopo giorni di sole, ecco che ad Anversa abbiamo trovato ad accoglierci una pioggerella sottile, ma battente. Questo non ci ha comunque impedito di esplorare in lungo e in largo questa bellissima città e rientrare completamente zuppe al nostro alloggio a Bruxelles.

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Bruxelles.

Bruxelles è una città un po’ strana. Non sembra quasi una capitale europea, invece ne è il fulcro. Non ha il fascino di Bruges, i colori di Gent o il ritmo di Anversa, a volte potrebbe sembrare un po’ spenta e malinconica, ma poi ecco spuntare un fumetto, dipinto sulla parete di un palazzo. A Bruxelles ci siamo sedute per terra, mangiando un sandwich, prendendo il sole, testimoni del ritmo della Grand Place. Lì ci siamo fatte accogliere e corteggiare (e “derubare”) in una delle più antiche cioccolaterie del Belgio. Bruxelles è strana, non ha la storia di Roma, la bellezza di Parigi o la solennità di Berlino, ma è una città dove vi sentirete un po’ come a casa e vi piacerà.

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Alla fine di un viaggio

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